La Storia di Remo
Remo ha partecipato in modo del tutto inaspettato e provvidenziale al primo pellegrinaggio dei padri in Italia nel 2017, nonostante vivesse a Pistoia e pochissime persone erano al corrente che lo stavamo organizzando a Castel San Pietro Terme (Bo).
Alcuni mesi dopo la prima edizione, gli è stato diagnosticato un cancro ai polmoni. Già molto debilitato, ha voluto assolutamente partecipare (in auto) insieme ai suoi quattro migliori amici al secondo pellegrinaggio ed è morto un mese e mezzo dopo.
Al suo funerale eravamo una ventina di padri, e dopo la comunione abbiamo cantato “Mon Père” la preghiera di abbandono di San Charles de Foucauld che è diventato l’inno del nostro pellegrinaggio e che piaceva a Remo e che avevamo cantato con lui una settimana prima della sua morte. Laura sua moglie ne è rimasta colpita, e ha voluto farci un regalo per ringraziarci. Visto la sua insistenza, abbiamo deciso di far scrive un’Icona di San Giuseppe dalle Clarisse di sant’Agata Feltria. È un San Giuseppe tenero che porta Gesù sulle sue spalle. Ai suoi piedi c’è Remo in sandali che rappresenta tutti i padri pellegrini. Siamo rimasti molto legati a Laura sua moglie, che ogni anno partecipa alla messa di chiusura la domenica a La Verna.
Dalla storia di Remo e dai suoi amici è nato il capitolo di Pistoia, che è oggi uno dei più fecondi.
Testimonianza di Laura
Ritengo che la mia esperienza e quella di Remo, mio marito, all’interno del Cammino dei padri possa riassumersi in una unica parola. COMPAGNIA.
Una compagnia che si è fatta prossimità, vicinanza, condivisione, incoraggiamento AMICIZIA in Dio.
Credo di non sbagliarmi se dico che l’esperienza che Remo ha vissuto con i padri nei quattordici mesi trascorsi dal primo incontro fino all’ ultimo con questa “compagnia” siano stati per lui l’accompagnamento più forte e tenero, gratuito e generoso del quale aveva bisogno per affrontare con forza la prova che lo attendeva. Da subito mi sono sentita rivestita della stessa COMPAGNIA. Anche per me si è compiuto come per lui il prodigio di non essere sola a vivere la mia prova.
Avere nel cuore amici e sentirsi nel cuore di persone che al di là della distanza, della condizione, del tempo che passa da un incontro all’altro credo fermamente che sia un “miracolo” dell’Amore del Padre che passa attraverso i padri.
Preghiera
Signore, stretti attorno a te, a S. Giuseppe e alla Madre tua noi oggi ti ringraziamo per averti conosciuto ed amato, per esserci tra noi incontrati e fusi in unità, per questo momento di fraternità vissuta accanto a te. Ma è oramai ora di andare. Il tuo amore ci ha riuniti; il tuo amore ci disperde. E andremo, Signore, nelle nostre case e negli ambienti del nostro lavoro, portatori di Te, testimoni della tua Parola, riflesso della tua presenza. Parleremo del tuo amore, del nostro Padre dei cieli, del bisogno di amarci quali fratelli e di camminare verso la perfezione del Padre. Stai accanto a noi Signore; dona forza convincente alla nostra parola sicché, il prossimo anno, quando torneremo, possiamo ritrovarci moltiplicati, per la presenza di altri tuoi figli, desiderosi di amarti e farti amare. (dalla preghiera “l’amore ci disperde”.)
